Nuovo defibrillatore per Korman in Porto

Il Porto nuovo da ieri è ancora più sicuro sotto il profilo sanitario. La Korman Italia spa, casa internazionale di spedizioni, con vent’anni di presenza nell’area, ha voluto dotarsi di un defibrillatore cardiaco per le emergenze. Una scelta volontaria, i cui costi sono stati direttamente sostenuti dalla spa, con l’obiettivo «di garantire maggiore sicurezza non solo ai nostri dipendenti – ha detto Marino Marini, chief executive officer della Korman – ma anche alle centinaia di persone che, quotidianamente, operano all’interno dello scalo».

Non a caso l’apparecchiatura è stata presentata al primario del 118, Alberto Peratoner, e alla sua coordinatrice, Barbara Brajnik. «Per poter garantire un buon sistema di sicurezza sanitaria nell’ambito di una struttura grande come il Porto nuovo – ha spiegato Peratoner – è fondamentale mappare la presenza dei punti di cardioprotezione. In caso di necessità – ha continuato – diventa così possibile intervenire rapidamente, sapendo individuare il luogo nel quale reperire il defibrillatore».

Marini ha ricordato che «ben sette dei nostri quattordici dipendenti hanno anche frequentato il corso di preparazione sanitaria in caso di arresto cardiaco, perciò sono capaci di utilizzare nella maniera migliore la strumentazione che abbiamo acquistato e messo a disposizione di tutti». Peratoner ha evidenziato che «in città si verificano mediamente dai due ai tre casi di arresto cardiaco al giorno. Sapere che dentro il Porto nuovo esiste un defibrillatore a portata di mano – ha sottolineato il primario del 118 – non può che rendere più sicura la struttura». Brajnik ha osservato che «momenti come questo portano anche ad aumentare la sensibilità delle persone sull’argomento».

Walter Rojc, consulente che si occupa specificamente di prevenzione sanitaria, in base a un’operatività che lo porta dalla Siot al Teatro Stabile del Fvg, all’Ospedale Maggiore e di Cattinara, in tutte le cliniche private della città, ha ricordato che «ambiente, wellness, salute, alimentazione sono tutti argomenti che, se decidiamo di affrontarli, bisogna partire dalla prevenzione. Esiste una cultura che, se diffusa – ha proseguito –, diventa determinante tra la vita o la morte di un essere umano. Diffondere le conoscenze e l’addestramento alla rianimazione cardiopolmonare e all’uso del Dae – defibrillatore automatico esterno consente proprio questo: di prevenire la morte cardiaca improvvisa, mantenendo in vita l’individuo colpito.

Acquisire tali competenze è semplice – così Rojc – basta superare un corso certificato per poter richiedere e ottenere l’autorizzazione d’uso del Dae. Non intervenendo tempestivamente – ha precisato – il soggetto andrà incontro al decesso oppure subirà danni cerebrali irreversibili in pochi minuti. Nello specifico, ogni minuto trascorso dall’evento – ha concluso – determina la perdita di cellule cerebrali pari al 10%: pertanto dopo soli 10 minuti il danno cerebrale sarà pari al 100%». (u.s.)

Fonte: Il Piccolo